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IL CELLULARE QUESTO SCONOSCIUTO
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Capitolo 3 - Effetti delle onde elettromagnetiche
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Appunti di Tecnologia
Le onde elettromagnetiche e la loro influenza sulla materiae
sugli esseri viventi
Carloalberto Sartor
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Le onde elettromagnetiche si possono vedere,
sentire, registrare…
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Le onde elettromagnetiche trasportano energia.
Nella nostra esperienza quotidiana incontriamo spesso l'energia
elettromagnetica ma non sempre ce ne accorgiamo dato che essa
si manifesta spesso in modo poco appariscente o, per chi non
conosce la fisica, in modo del tutto inaspettato.
Ad esempio essa si presenta, molto banalmente, ovunque ci sia
calore e luce, tanto per cominciare.
Pensiamo ad un termosifone, un fornello su cui mettiamo una
pentola a scaldare, un forno a microonde in cui, in pochi istanti
scaldiamo un alimento.
In alcuni casi calore e luce coesistono.Un fiammifero
acceso al buio, un fuoco o una lampadina costituiscono
il classico esempio di fonte di energia elettromagnetica “visibile”
e di contemporanea “fonte di calore”.
Chiunque abbia messo a scaldare un oggetto metallico sul fuoco
si sara' accorto che il calore "viaggia", sia
perche' il fuoco riscalda l'aria nei pressi della fiamma, sia
perche' in tempi piuttosto ridotti l'oggetto metallico viene
"percorso" dal calore, anche ad una certa distanza.
Il manico metallico di una padella in breve puo' raggiungere
temperature elevate e ustionarci se lo tocchiamo. Quindi il
calore pare essere in grado di viaggiare attraverso i corpi.
Il calore e la luce in qualche caso hanno uno strano comportamento.
Percorrono distanze molto grandi senza riscaldare il
mezzo (l'aria ad esempio) attraverso cui viaggiano, ma in ogni
caso riescono a produrre un intenso calore sull'oggetto irradiato.
Pensiamo ad esempio al sole che, con la sua energia elettromagnetica
(luce visibile, infrarosso, ultravioletto, etc) riscalda la
terra. Nonostante questo viaggio lunghissimo (milioni di chilometri)
il sole riesce a inviare sulla terra una grande quantita'
di energia, sebbene nessun tratto intermedio di questo tragitto
(il vuoto, l'atmosfera) venga apparentemente riscaldato o colpito
da questa energia (quando un aereo vola ad alta quota l'aria
esterna anche in presenza di sole e' a temperature bassissime,
inferiore a trenta gradi sottozero).
Il calore e la luce possono quindi viaggiare “attraverso
l’aria” (e attraverso il vuoto) e non e’ necessario (come accade
per la corrente elettrica o per l’acqua o per l'energia di tipo
meccanico) che ci sia un “contatto diretto” o un “tubo” (il
cosidetto “conduttore”) che faccia scorrere l’energia ottica
e/o termica dalla fonte alla destinazione.
Inoltre le onde elettromagnetiche, sotto forma di luce o di
calore, possono produrre effetti sorprendenti sulla materia.
Infatti una superficie opportunamente trattata puo’ diventare
eccezionalmente sensibile anche alla luce piu’ flebile (pellicola,
carta fotografica, etc) permettendo di rivelare sorgenti luminose
quasi impercettibili per l’occhio umano.
Un foglio di carta lasciato esposto alla luce, dopo un certo
tempo puo' cambiare colore, sbiadirsi, le scritte presenti possono
affievolirsi. Cio’ molto piu’ sensibilmente e in tempi ridotti
se direttamente esposto alla luce solare.
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Le onde elettromagnetiche
influenzano piante e animali
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Sempre nell’esperienza quotidiana, possiamo notare
come la luce e/o il calore, anche se di debole intensita’, possano
inflluenzare fortemente oggetti, piante, animali interagendo
con processi fisici, chimici o biologici in modo a volte sorprendente.
Il calore generato dal sole rende possibile la vita sulla terra
in molti luoghi e in determinate zone la vita non e’ possibile
o e’ resa estremamente difficoltosa (pensiamo all’ambiente estremo
dei poli o al contrario, ai piu’ aridi deserti) o per assenza
di calore o per eccesso.
La retina del nostro occhio e’ il primo esempio di tessuto
estremamente “sensibile” alla luce. Basta pensare che, di notte,
siamo in grado di recepire la luce delle stelle, che ha un’intensita’
debolissima.
Facile e’ constatare come un’esposizione eccessiva al sole della
nostra pelle provochi una fastidiosa scottatura e, in determinati
casi essa possa provocare l’insorgenza di gravi malattie
(melanoma).
Altrettanto importante e’ il fatto che nel nostro corpo possa
diventare carente la vitamina D a fronte di una insufficiente
esposizione al sole.
Una pianta lasciata in un luogo scuro cerchera’ di orientarsi
verso qualunque fonte luminosa, anche se debolissima.
Sempre per quanto riguarda la botanica pensiamo a quante piante
siano estremamente dipendenti dalle condizioni di luce e di calore.
Spesso pochi gradi di differenza rispetto all'ottimo, possono
produrre gravi stati di sofferenza nelle piante e negli animali.
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Le onde elettromagnetiche Alcune
influenze specifiche
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L’uomo, anche nel lontano passato e ben prima
che si sviluppassero le conoscenze scientifiche sul calore o sulla
luce, ha spesso osservato e sfruttato una serie di fenomeni fisici
e biologici prodotti (o variamente influenzati) da queste forme
di energia elettromagnetica.
Il fuoco: un’energia termica emessa da una reazione chimica
(la combustione)
L’evaporazione: di liquidi (lenta e impercettibile di una
pozzanghera al sole, rapida di una pentola d’acqua messa a bollire).
La fusione: il cambio di stato fisico di un corpo (metallo)
per mezzo del calore e il suo reciproco successivo processo di
consolidamento con cessione di calore all’esterno.
Vi sono anche altri esempi di fenomeni biologici o fisici legati
al calore e/o alla luce.
La lievitazione: un procedimento biologico influenzato
dalla temperatura.
La fotosintesi clorofilliana: un processo biologico indispensabile
per molte piante e permesso dalla luce. Permette la sintesi dei
carboidrati a partire da anidride carbonica e acqua.
Il deterioramento degli alimenti: impedito o fortemente
contrastato da temperature basse, favorito da temperature normali.
Fotonastia e Termonastia: termini forse poco noti, indicanti
fenomeni di movimento e orientamento delle piante verso fonti
di luce o di calore. Per microorganismi o animali si parla di
fototassia o termotassia
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Le onde elettromagneticheConsiderazioni
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Abbiamo quindi alcuni elementi indicativi
del fatto che l’energia delle onde elettromagnetiche, sotto forma
di calore o di luce, possono influenzare la materia (inerte o
vivente che sia).
Queste influenze possono avvenire anche a fronte di un’energia
elettromagnetica estremamente debole.
Inoltre e’ indubbio che non c’e’ una regola o un calcolo che permetta
di capire cosa succede alla materia nel momento in cui applico
alla stessa un “tot” di energia elettromagnetica. Cio’ sia perche
ci sono tipi di energia diversa, sia perche’ essa puo’ essere
generata in modo diverso, con maggiore o minore rendimento. Inoltre
anche l’oggetto destinatario dell’energia puo’ avere effetti variabili
sia per costituzione fisica sia per altre condizioni.
Gettando un sasso in mezzo alle braci, esso non subisce alcuna
particolare alterazione, se non quello di scaldarsi notevolmente.
Un ceppo sottoposto allo stesso destino, nel giro di poco tempo
invece incomincia a consumarsi lentamente, carbonizzandosi o,
se e' il caso, dopo un certo tempo sottoposto all'intenso calore,
si "accende" ed arde intensamente esattamente come se
gli avessimo appiccato il fuoco. Un foglio di carta sicuramente
dopo pochi istanti non sarebbe piu' nemmeno visibile, carbonizzato
e sbriciolato in poco tempo.
L'acqua invece puo' reagire in modi diversi al calore. Se esso
viene applicato con garbo, la fa evaporare lentamente. Pensiamo
ad una pozzanghera che viene gradatamente ridotta col calore del
sole. Se il calore viene invece applicato intensamente, porta
l'acqua a rapida ebollizione. Se invece gettiamo una goccia d'acqua
su una piastra rovente, essa resta "sospesa" sulla piastra,
saltellando qua e la', sostenuta e mossa dal vapore emesso dalla
parte a contatto della piastra che "frigge" violentemente
lasciando pero' la goccia sostanzialmente intera, fino a che la
rapida evaporazione consuma gradatamente la goccia e la fa scomparire.
Per gli esseri viventi ci sono fattori individuali (genetici e
non) che possono rendere molto diverso l’effetto di una determinata
quantita’ di energia assorbita. In ambito biologico invece molti
fenomeni evidenti avvengono con energie elettromagnetiche estremamente
ridotte. Cio’ e’ dovuto spesso all’estrema specializzazione degli
organismi che, nella loro evoluzione, hanno sviluppato meccanismi
biochimici estremamente sofisticati e delicati.
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Le onde elettromagnetiche
Il calore e la luce
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Un oggetto riscaldato si comporta in modo molto
vario per i nostri sensi, a seconda delle condizioni di questo
riscaldamento.
Pensiamo ad un pezzo di metallo che mettiamo a scaldare vicino
ad una fiamma.
Progressivamente, all’aumentare della temperatura del metallo,
esso prende un colore rosso scuro, via via tendente ad un rosso
piu’ intenso. All’aumentare della temperatura il metallo diventa
di colore sempre piu’ tendente al giallo. Ovviamente in quelle
condizioni non e’ consigliabile toccare il metallo per saggiarne
la temperatura. Sara’ estremamente caldo e possiamo comunque affermare
che quando il metallo e’ giallo e’ sicuramente piu’ caldo di quando
e’ rosso.Infatti la parte gialla e' piu' vicina alla fiamma,
quella rossa e' piu' vicina alla nostra mano.
Allontanando il metallo dalla fiamma o spegnendo la stessa, l’oggetto
metallico riprendera' lentamente una temperatura normale, ripercorrendo
alla rovescia la serie di tonalita’ di colore acquisite precedentemente,
dal giallo al rosso, fino al colore “normale”.
La temperatura quindi stimola un’emissione di energia elettromagnetica
(la luce) la quale, al crescere della temperatura, aumenta la
sua frequenza, passando dall’infrarosso alla luce visibile per
poi eventualmente arrivare all’ultravioletto.
Un’analoga osservazione si puo’ fare guardando una fiamma e notando
i diversi colori che essa assume nelle zone di piu’ intensa o
ridotta temperatura.
Tecnicamente il calore puo' essere immaginato come una "vibrazione"
delle molecole di cui e' composta la materia. Quando si scalda
un corpo, gli si trasferisce un'energia che aumenta lo stato di
"vibrazione" delle molecole. Quando si smette di scaldare
il corpo, lentamente le vibrazioni si placano e la temperatura
del corpo cala. In realta' queste "vibrazioni" generano
energia elettromagnetica che il corpo puo' emettere con frequenze
diversissime. Dalle frequenze piu' basse (onde radio) alle frequenze
piu' alte (onde luminose) fino al limite piu' alto (raggi X, raggi
Gamma, etc).
Quindi in pratica ogni corpo assorbe energia per poi riemetterla.
Le modalita' di "ingresso" e di "uscita" dell'energia
dipendono dal tipo di materiale di cui il corpo e' composto.
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Le onde elettromagneticheL’assorbimento
di energia
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Ma come interagisce l’onda elettromagnetica
con la materia? Vediamo un esempio pratico.
Facciamo passare una luce su un vetro e, a seconda di quanto esso
e’ piu’ o meno oscurato, avremo all’uscita una luce risultate
piu’ o meno forte. Dove finisce quella parte dell’energia emessa
dalla lampadina che non arriva dall’altra parte? Semplice: viene
assorbita dall’oggetto interposto tra la fonte e la destinazione.
Se il vetro assorbe il 50% dell’energia emessa dalla lampadina
l’oggetto ne riceve il 50%.Nel caso in cui la luce attraversi
senza alcuna “perdita” l’oggetto, si parla di “trasparenza”.
Questo comportamento non e’ caratteristico solo della parte di
onde elettromagnetiche che si manifestano con la luce ma riguarda
le onde di qualunque frequenza. Nel caso della luce siamo facilitati
a comprendere il fenomeno, dato che lo vediamo. Pensiamo alla
situazione in cui al posto della lampadina c’e’ ad esempio un
focolare e al posto del vetro una parete. L’oggetto (o la persona)
che non ha la parete tra lui e la fonte viene ad essere ben riscaldato,
mentre l’altro riceve solo una parte del calore.
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Le onde elettromagnetiche
La riflessione
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Un’altra caratteristica interessante delle onde
elettromagnetiche e’ quella di poter essere riflesse.L’oggetto
riflettente (specchio per la luce) non assorbe l’onda elettromagnetica
ne’ permette ad essa di attraversarla. Pertanto si ha la semplice
riflessione (pensiamo ad una palla che rimbalza su una superficie).
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Le onde elettromagnetiche
L’assorbimento di onde radio
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Le onde radio (che sono semplicemente una parte
delle onde elettromagnetiche) risentono analogamente dei fenomeni
che abbiamo visto precedentemente. Pertanto possono essere assorbite,
riflesse o trasmesse senza alcuna alterazione.
Alcuni corpi “solidi” ( i muri delle case, le gallerie, etc) assorbono
le onde radio. Altri corpi (alcuni metalli) le riflettono. La
quantita’ di assorbimento puo’ essere notevolmente diversa a seconda
del materiale ma anche della frequenza dell’onda elettromagnetica.
Il materiale assorbe le onde elettromagnetiche con effetti dipendenti
da vari fattori. Uno degli effetti tipici (ma non e’ l’unico)
e’ quello dell’aumento del calore della materia.
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Le onde elettromagnetiche
Frequenze caratteristiche
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Ogni sostanza risponde in modo diverso
alle onde elettromagnetiche. Ci sono elementi chimici che presentano
risposte particolari a determinate frequenze, o assorbendole o permettendone
il passaggio.
Nella tabella seguente sono elencati alcuni elementi chimici con
le rispettive frequenze caratteristiche. |
| ELEMENTO |
Simbolo |
Frequenza caratteristica |
| Deuterium
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DI |
327.348
MHz |
| Hydrogen |
H |
1420.406
MHz |
| Hydrogen |
H |
2466.061
MHz |
| Hydroxyl
radical |
OH
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1612.231
MHz |
| Hydroxyl
radical |
OH |
1665.402
MHz |
| Hydroxyl
radical |
OH |
1667.359
MHz |
| Hydroxyl
radical |
OH |
1720.53
MHz |
| Methyladyne |
CH
|
3263.794
MHz |
| Methyladyne |
CH
|
3335.481
MHz |
| Methyladyne |
CH |
3349.193
MHz |
| Formaldehyde |
H2CO |
4829.66
MHz |
| Methanol |
CH3OH |
6668.518
MHz |
| Helium
Ionized |
3He+
|
8665.65
MHz |
| Water
Vapour |
H2O |
22.235
Ghz |
| Ammonia |
NH3 |
23.694
Ghz |
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Particolare importanza va data al fatto che irradiando determinati
composti chimici o organici con onde elettromagnetiche di
specifiche frequenze si possono favorire, scatenare o inibire
determinate reazioni chimiche.
Le energie elettromagnetiche necessarie per influenzare
determinate reazioni o meccanismi biologici possono essere
estremamente ridotte, come e’ stato descritto ad esempio
per il tessuto della retina.
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Effetti biologici
della corrente elettrica
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Elettricita' e corpo umano non sono mai stati estranei l'uno
all'altro. L'uomo ha da sempre conosciuto l'effetto di un
fulmine, anche se solo recentemente gli studi hanno
reso possibile comprendere scientificamente il meccanismo
e gli effetti biologici dello stesso.
Nel 1600 alcuni scienziati (Francesco Redi, ad esempio) avevano
osservato che in natura c'erano animali che emettevano elettricita'
con effetti deleteri sugli animali e sull'uomo in particolare.
Pensiamo alla torpedine, che puo' generare scariche
di centinaia di volt, in grado di tramortire gli animali che
si trovino nei paraggi, uomo compreso.
Un certo Luigi Galvani, professore di anatomia, realizzo'
per primo un esperimento nel quale una corrente elettrica
stimolava un muscolo, ottenendo una contrazione notevole
dello stesso (la famosa rana di Galvani). Il suo studio, pubblicato
nel 1791, apri' la porta ad una serie di studi di grande importanza
dal punto di vista medico.
Si arrivo' cosi' a capire che la corrente poteva essere utilizzata
per stimolare i tessuti dell'organismo per gli scopi piu'
diversi.
Pensiamo ad esempio all'elettrostimolazione dei muscoli
utilizzata in fisioterapia.
C'e' anche la corrente utilizzata come "salvavita",
ad esempio quella dei defibrillatori, usati in rianimazione
per far ripartire il cuore. Pensiamo anche al pace-maker
che, stimolando in continuazione il cuore, rende possibile
una vita normale a persone che diversamente morirebbero in
breve tempo.
Un altro esempio di utilizzo della corrente elettrica nel
corpo umano e' quello utilizzato in ortopedia. Facendo scorrere
una corrente elettrica tra i due tronconi di un osso fratturato,
si ottiene infatti una rapida ed efficace saldatura
dello stesso. In questo caso l'effetto e' il risultato di
un complesso meccanismo elettrochimico, decisamente sorprendente
e inaspettato ma, dal punto di vista scientifico ampiamente
studiato. Un ultimo esempio: il bisturi elettrico,
comodo perche' riduce al massimo le emorragie.
Si tratta di alcuni semplici esempi.
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Usi terapeutici
delle onde elettromagnetiche
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La fisica ci dice che dove circola corrente elettrica si
forma campo elettromagnetico e viceversa dove e' presente
campo magnetico viene ad essere generata una corrente elettrica.
Pertanto se la corrente induce degli effetti biologici, altrettanto
(se non di piu'), faranno i campi elettromagnetici. Inoltre
la fisica ci insegna anche che le onde elettromagnetiche trasportano
energia.
Sfruttando queste caratteristiche sono stati ideati innumerevoli
metodi terapeutici e diagnostici.
Tra gli effetti terapeutici, possiamo riallacciarci
al procedimento di saldatura delle ossa: esso ora viene spesso
effettuata non piu' alla "Galvani" (tramite elettrodi
inseriti nelle due parti dell'osso con i relativi problemi)
ma tramite l'utilizzo di campi magnetici (onde radio) generate
da speciali antenne poste in prossimita' dell'osso da saldare.
In questo modo si inducono dall'esterno le correnti
elettriche necessarie.
Uno dei piu' antichi usi terapeutici dell'energia elettromagnetica
e' l'elioterapia, tramite le onde elettromagnetiche
emesse dal sole. E' una forma semplicissima ma di grandissimo
effetto sull'organismo. Infatti la luce del sole esercita,
tra i tanti, effetti antibatterici, cicatrizzanti,
analgesici e di eccitazione del metabolismo.
Pensiamo alla carenza di vitamina D che affligge le persone
che non si espongono mai al sole. In passato veniva anche
usata per la cura della tubercolosi.
Tra gli usi terapeutici "d'urgenza" pensiamo al
fatto che i neonati in cui si presenta un ittero (colorazione
giallastra della pelle dovuta alla presenza in quantita' eccessiva
di bilirubina, una specie di "scarto" tossico
della continua rigenerazione del sangue) vengono messi in
un'incubatrice speciale con lampade a raggi ultravioletti,
le quali stimolano un rapidissimo riassorbimento dell'ittero,
con l'eliminazione del rischio di danni connessi alla tossicita'
della bilirubina (danni cerebrali).
<segue>
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Usi terapeutici
delle onde elettromagnetiche(2)
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<segue>
Onde elettromagnetiche di frequenza elevatissima (infrarosso
o visibile) emesse da un laser vengono usate ad esempio per
la saldatura della retina e per vari interventi di
precisione sull'occhio ma anche su altri organi (laserterapia).
Particolarmente interessante e' il fatto che in questo modo
si riesce ad intervenire sui tessuti senza alcun contatto
diretto tra lo strumento del chirurgo e il tessuto da trattare.
Un'altra terapia largamente usata e' la marconiterapia,
tecnica attraverso la quale si stimolano i tessuti con delle
onde radio di frequenza adeguata. Le onde (solitamente di
frequenza dell'ordine di decine di MegaHertz) penetrano all'interno
del corpo e producono effetti biologici rilevanti. Cure spesso
utilizzate per dolori reumatici, etc. La radarterapia
e' una forma analoga alla precedente, solo che in questo caso
vengono usate microonde, di frequenze prossime a quelle dei
cellulari.
Sia per la marconiterapia che per la radarterapia una parte
dei benefici sono dovuti sicuramente agli effetti termici
delle onde, le quali vengono particolarmente assorbite dagli
strati interni del corpo, senza un grande riscaldamento della
superficie cutanea.
Un'altra branca terapica (complessa e molto in evoluzione)
e' quella della radioterapia, dai molteplici utilizzi.
In questo caso le onde elettromagnetiche hanno frequenze elevatissime
e sono caratterizzate da una grande capacita' di alterazione
dei tessuti e delle molecole (ionizzazione). Si tratta di
onde elettromagnetiche che hanno anche caratteristica corpuscolare,
in quanto sono caratterizzate dall'emissione di particelle
elementari (protoni, elettroni, neutroni). Fin dai primi studi
(madame Curie) si compresero immediatamente pericolosita'
e potenzialita' diagnostico/terapeutiche di queste onde (emesse
naturalmente da alcuni elementi chimici o generate artificialmente
da vari tipi di apparecchiature elettriche).
La radioterapia e' largamente utilizzata per la cura dei tumori.
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Usi diagnostici
delle onde elettromagnetiche
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Tra gli utilizzi diagnostici delle onde elettromagnetiche
e della corrente ce ne sono alcuni indiretti (effettuati
su materiale estratto dall'organismo) e altri diretti
(effettuati a vivo sull'uomo).
Gli utilizzi indiretti sono resi necessari dall'impossibilita'
materiale di eseguire una certa diagnosi all'interno dell'organismo
(impossibilita' strumentale) o dal fatto che determinati procedimenti
possono risultare in un qualche modo dannosi per il soggetto.
Gli utilizzi diretti sono spesso resi necessari dal fatto
che l'oggetto dell'esame non puo' essere "estratto dal
corpo" senza danno per l'individuo o perche' uno studio
diretto dell'elemento sotto esame permette di avere un quadro
"dinamico" e "reale" della situazione.
Ovviamente gli studi diagnostici diretti vanno effettuate
con particolare prudenza perche' possono perturbare l'elemento
in esame o i tessuti circostanti.
Alcuni utilizzi basati sulla corrente elettrica (fenomeni
elettrochimici).
L'elettrolisi, l'elettroforesi e l'immunoelettroforesi
sono tecniche che permettono ad esempio l'analisi chimica
del sangue, dei liquidi o di particolari tessuti sfruttando
particolari comportamenti (spostamento in base alla polarita'
elettrica) di specifiche sostanze (o di proteine) in presenza
di campi elettrici.
In pratica determinati elementi chimici o composti possono
essere a carica positiva (cationi) o a carica negativa (anioni)
e, sottoposti a campo elettrico si separano chimicamente tra
loro andando verso il catodo (segno -)o
verso l'anodo (segno +) del
circuito.
Va tenuto presente come i fenomeni elettrochimici in base
ai quali sono possibili determinate indagini diagnostiche
indirette o extra-corporee, possono avvenire anche all'interno
del corpo nel momento in cui sussistano le necessarie condizioni
fisiche ed elettriche.
<segue>
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Usi diagnostici
delle onde elettromagnetiche(2)
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Un tessuto puo' essere esaminato e trattato con onde elettromagnetiche
o con sostanze radioattive (radiochimica) per verificarne
la sua composizione o per studiare la diffusione di determinate
sostanze all'interno di esso. Quest'ultimo tipo di indagine
puo' essere effettuato sia indirettamente (su un campione
estratto dall'organismo) come pure direttamente. Ad esempio
in medicina nucleare questa tecnica diagnostica viene
utilizzata per studiare determinati metabolismi tramite sostanze
chimiche particolari (isotopi radioattivi) con le quali
e' possibile misurare la migrazione o la diffusione di specifiche
sostanze in un organo (ad esempio la tiroide). Si tratta di
tecniche utilizzate anche nello studio del DNA per la lettura
del "codice" chimico relativo.
Tra le indagini diagnostiche dirette le piu' note sono
le seguenti:
-
termografia: analisi di una gamma
particolare di onde elettromagnetiche (infrarosso) emesse
autonomamente dal corpo (quindi per definizione innocue),
la cui distribuzione ed intensita' indica possibili anomalie
biologiche o stati patologici.
-
radiografia: questo tipo di esame
viene fatto tramite l'emissione di raggi X (onde elettromagnetiche/corpuscolari)
da parte di una particolare apparecchiatura e la raccolta
delle stesse su una lastra fotografica dopo l'attraversamento
di una zona del corpo umano. Rende visibili le parti a diversa
composizione e densita' (ossa, tessuti molli, mezzi di contrasto)
-
gammascopia: una fonte di raggi gamma
(raggi piu' penetranti dei raggi X) e una speciale "telecamera"
sensibile agli stessi permette di vedere in tempo reale
l'interno del corpo con caratteristiche analoghe alla radiografia.
Viene pertanto utilizzata in fasi critiche di determinati
interventi chirurgici (esempio: riduzione di fratture) o
diagnostici (inserimento di aghi, sonde, etc...)
-
risonanza magnetica nucleare (RMN):
indagine molto sofisticata che, tramite la combinazione
di onde e campi elettromagnetici di forte intensita' e frequenza,
permette di "vedere" strutture interne con grandissima
precisione
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Tipologie di effetti
delle onde elettromagnetiche
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Gli effetti principali delle onde elettromagnetiche sugli
organismi possono essere innanzitutto catalogati in base ad
alcune tipologie "macroscopiche" di effetto sulla
materia:
- effetti termici: sono quelli dovuti all'aumento di temperatura
determinato dalle onde elettromagnetiche. A seconda della
frequenza delle onde e dell'intensita' un determinato organo
puo' subire effetti piu' o meno importanti. Anche la distribuzione
temporale dell'irradiazione puo' influire notevolmente sugli
effetti. Un impulso isolato di grande energia puo' avere effetti
notevolmente diversi da una irradiazione costante e di intensita'
notevolmente inferiore
- effetti elettromagnetici: riguardano quelle interazioni
particolarmente legate alla frequenza e tipologia delle onde
e al loro rapporto con gli elementi irradiati. Possono essere
di vario tipo e includere effetti caratteristici di una o
piu' delle altre tipologie.
- effetti atomici: sono quelli derivanti dalle onde elettromagnetiche
di alta energia, le quali possono "rompere" la struttura
interna della materia (atomi) ad esempio con il distacco di
elettroni (ionizzazione).
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Gli effetti medici
delle onde elettromagnetiche
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Dal punto di vista medico ci sono conseguenze di vario tipo
a fronte di esposizione alle onde elettromagnetiche.
Esse sono rapportate ad alcune variabili: frequenza
e intensita' delle onde, modalita' di esposizione,
caratteristiche dell'area irradiata e dei tessuti sottostanti,
variabilita' soggettiva.
In generale si deve tener presente che all'aumentare della
frequenza aumenta l'energia e l'efficacia dell'onda elettromagnetica.
Per le onde appartenenti all'intorno delle frequenze ottiche
basti pensare a cosa ci puo' succedere quando ci esponiamo
al sole in maniera eccessiva. Al di la' di variabilita' soggettive,
si passa dalla banale scottatura solare, piu' o meno marcata,
al rischio di ustioni vere e proprie, per arrivare alle conseguenze
piu' gravi a breve termine (un'ustione su grandi superfici
del corpo o un colpo di calore, ad esempio) per poi citare
le conseguenze a lungo termine (ad esempio malattie gravi
della pelle, conseguenze varie dell'eccesso di calore).
Per le onde radio di bassissima frequenza (la corrente che
abbiamo negli impianti elettrici e' di 50 Hertz) ci sono moltissimi
effetti noti sull'uomo quali: alterazioni del ciclo veglia-sonno,
cefalea, astenia, modificazioni della struttura
cellulare, degenerazione dei sistemi di riparazione
del DNA,etc. Questi effetti possono peraltro essere presenti
per tutte le frequenze, dato che in ogni caso ogni tipo di
onda elettromagnetica di qualunque frequenza puo' indurre
nel corpo onde di bassissima frequenza ed effetti analoghi.
Questa considerazione purtroppo e' spesso ignorata in quanto
ci si dimentica spesso del fatto che le onde, per vari motivi
tecnici, possono trasportare segnali di bassissima frequenza
i quali vengono indotti negli organismi anche se l'emissione
originale e' a frequenza del tutto diversa.
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Gli effetti medici
delle onde elettromagnetiche(2)
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Per onde radio di frequenza dell'ordine dei megahertz (da
300 a 3 metri) gli effetti possono essere vari, soprattutto
di tipo termico. Pertanto oltre agli effetti generali delle
onde elettromagnetiche, c'e' il rischio di ustioni
nel caso l'intensita' sia elevata.
Per frequenze relative alle microonde "basse" (TV,
cellulari, ponti radio, radar meteorologici, forni, etc) c'e'
da ricordare un'insieme di circostanze e di condizioni particolari.
Infatti se da una parte non c'e' dubbio che si tratta di onde
dal certo e indubbio effetto termico, non va dimenticato
che si tratta di onde che possono produrre effetti particolari
e spesso imprevedibili. Infatti ci sono elementi chimici che
a specifiche frequenze entrano in risonanza o che a
determinate frequenze risultano fortemente sensibili.
Basti pensare che a 1420 Mhz c'e' una specifica frequenza
di risonanza dell'idrogeno, elemento chimico fondamentale
in ogni essere vivente o in qualunque materiale biologico.Un'emissione
a questa frequenza "attacca" quindi con molta efficacia
l'idrogeno.
Alla frequenza di 2450 Mhz si trova la riga di assorbimento
dell'acqua. Emettendo una certa energia alla frequenza caratteristica
dell'acqua, si puo' quindi indurre un totale assorbimento
di questa energia da parte del corpo, ottenendone il massimo
riscaldamento possibile. Questo ci spiega come mai un forno
a microonde con un'energia di qualche centinaio di watt riesca
a riscaldare in pochi istanti un alimento che, in un
forno tradizionale (che non emette onde a quella specifica
frequenza), richiede decine di minuti di riscaldamento
per essere portato allo stesso livello di cottura.
Nel forno a microonde anche le modalita' di diffusione
del calore nell'alimento sono diverse e ci fanno percepire
una differenza "qualitativa": mentre nel forno
tradizionale il calore attacca la superficie dell'alimento
e poi, per conduzione, il calore si diffonde anche all'interno
(cosa che comporta la maggiore "bruciatura" della
superficie), con il forno a microonde il calore si
diffonde in modo molto omogeneo. Infatti e' la materia
interna (acqua in questo caso) a raccogliere l'energia elettromagnetica
e a comunicarla intorno a se.
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Gli effetti medici
delle onde elettromagnetiche(3)
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Gli effetti delle microonde sono quindi di difficile delimitazione
e anche potenze irrisorie possono produrre effetti sensibili
dato che la materia, gli elementi, le strutture biologiche
sono piu' facilmente "influenzabili" dalle microonde.
Molti studi rivelano una miriade di effetti microscopici e
macroscopici delle microonde sul corpo umano e, in generale,
a livello biologico su tutti gli esseri viventi. Dal punto
di vista clinico si sono riscontrate una serie di malattie
localizzate a livello delle zone interessate (orecchio,
testa, occhio) dal flusso diretto di onde radio. In particolare
si e' riscontrata ad esempio una certa frequenza di lesioni
al nervo acustico. Sono state osservate anche problematiche
difficilmente associabili ai soli effetti termici che impattano
sulla testa e in particolare sul lato a contatto con il cellulare.
Il sangue, secondo alcuni studi, diventa meno fluido. Sono
stati evidenziati incrementi di rischi di varie malattie gravi
(tumori o infezioni localizzate a llivello della testa o zone
limitrofe) come pure effetti generici (disturbi piu'
o meno rilevanti non localizzati alle zone irradiate) di tipo
immunitario e del metabolismo.
Esistono molti documenti in proposito. Tra l'altro a dispetto
di quanto generalmente si e' portati a pensare le microonde
non sono "recenti" ma sono ordinariamente utilizzate
su vasta scala a partire dagli anni 30 e lo stesso Marconi
aveva per primo attentamente preso in considerazione gli effetti
delle microonde sull'uomo.
Per quanto riguarda la radioattivita' (le onde elettromagnetiche
della fascia che va dai raggi X ai raggi Gamma), gli effetti
medici sono variabili e di varia gravita' a seconda della
radiazione assorbita. Per assorbimenti "leggeri"
(sovraesposizioni importanti) gli effetti sono piu' che altro
di alterazioni genetiche, debolezza immunitaria e forme varie
di tumore. Per assorbimenti pesanti (dose oltre i 100 rad,
tipica di gravi incidenti nucleari) la morte e' certa e avviene
in alcune settimane, causata piu' che altro da infezioni o
da emorragie, visto che vengono annientate le difese immunitarie
e distrutte le capacita' di rigenerazione delle cellule. Per
assorbimenti ancora piu' alti, tipici di esplosioni nucleari,
oltre a tutti gli effetti precedentemente elencati ci sono
anche effetti termici importanti, con ustioni devastanti.
In taluni casi si ha la completa disgregazione della materia
(la cosidetta "vaporizzazione").
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Il rapporto
QUANTITA’-EFFETTO
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Dal punto di vista scientifico, per molti fenomeni
fisici si cerca di studiare il “rapporto quantita’-effetto”. Un
semplice esempio ci permette di capire cosa si intende con questo
termine.
Abbiamo un “ponticello” artigianale, costruito su un ruscello
con qualche asse di legno non troppo robusta. Sale una prima persona
e il ponte si flette leggermente. Sale una seconda persona e il
ponte si flette sensibilmente ma, pur schricchiolando, resiste!
Sale una terza persona ma il ponte cede! Descrivendo in una tabella
l’esperimento appena visto, otterremmo questo risultato:
| DOSE |
RISULTATO |
| 1 persona |
nessuno |
| 2 persone |
nessuno |
| 3 persone |
Crollo |
Il fenomeno (il crollo) e’ causato dal superamento del peso massimo
sopportato dal ponte ed e’ collegato ad una serie di condizioni
specifiche (resistenza delle travi, peso, etc).
Non sempre e’ possibile costruire una tabella di questo tipo. In
termini generali pensiamo ad esempio al classico discorso del fumo
e dell’incidenza delle malattie conseguenti (cancro). Non sempre
e’ possibile costruire una tabella simile. Infatti abbiamo diretta
esperienza di persone che fumano abbondantemente ma non si ammalano
come pure abbiamo esperienza di persone che non fumano ma che si
ammalano. Pure possiamo riscontrare casi di malattia per dosi (sigarette/giorno)
non esattamente misurabili.
Le valutazioni sperimentali necessitano peraltro l’assoluta non
ingerenza di altri fenomeni perturbanti. |
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Per suggerimenti
o domande potete contattare Carloalberto Sartor al suo indirizzo: casartor@interfree.it
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informazioni, scrivici! info@digitalexpert.it
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