IL CELLULARE QUESTO SCONOSCIUTO


Capitolo 3 - Effetti delle onde elettromagnetiche


Appunti di Tecnologia

Le onde elettromagnetiche e la loro influenza sulla materia e sugli esseri viventi

Carloalberto Sartor






Le onde elettromagnetiche si possono vedere, sentire, registrare…

Le onde elettromagnetiche trasportano energia.

Nella nostra esperienza quotidiana incontriamo spesso l'energia elettromagnetica ma non sempre ce ne accorgiamo dato che essa si manifesta spesso in modo poco appariscente o, per chi non conosce la fisica, in modo del tutto inaspettato.
Ad esempio essa si presenta, molto banalmente, ovunque ci sia calore e luce, tanto per cominciare.

Pensiamo ad un termosifone, un fornello su cui mettiamo una pentola a scaldare, un forno a microonde in cui, in pochi istanti scaldiamo un alimento.

In alcuni casi calore e luce coesistono. Un fiammifero acceso al buio, un fuoco o una lampadina costituiscono il classico esempio di fonte di energia elettromagnetica “visibile” e di contemporanea “fonte di calore”.

Chiunque abbia messo a scaldare un oggetto metallico sul fuoco si sara' accorto che il calore "viaggia", sia perche' il fuoco riscalda l'aria nei pressi della fiamma, sia perche' in tempi piuttosto ridotti l'oggetto metallico viene "percorso" dal calore, anche ad una certa distanza. Il manico metallico di una padella in breve puo' raggiungere temperature elevate e ustionarci se lo tocchiamo. Quindi il calore pare essere in grado di viaggiare attraverso i corpi.

Il calore e la luce in qualche caso hanno uno strano comportamento. Percorrono distanze molto grandi senza riscaldare il mezzo (l'aria ad esempio) attraverso cui viaggiano, ma in ogni caso riescono a produrre un intenso calore sull'oggetto irradiato.
Pensiamo ad esempio al sole che, con la sua energia elettromagnetica (luce visibile, infrarosso, ultravioletto, etc) riscalda la terra. Nonostante questo viaggio lunghissimo (milioni di chilometri) il sole riesce a inviare sulla terra una grande quantita' di energia, sebbene nessun tratto intermedio di questo tragitto (il vuoto, l'atmosfera) venga apparentemente riscaldato o colpito da questa energia (quando un aereo vola ad alta quota l'aria esterna anche in presenza di sole e' a temperature bassissime, inferiore a trenta gradi sottozero).

Il calore e la luce possono quindi viaggiare “attraverso l’aria” (e attraverso il vuoto) e non e’ necessario (come accade per la corrente elettrica o per l’acqua o per l'energia di tipo meccanico) che ci sia un “contatto diretto” o un “tubo” (il cosidetto “conduttore”) che faccia scorrere l’energia ottica e/o termica dalla fonte alla destinazione.

Inoltre le onde elettromagnetiche, sotto forma di luce o di calore, possono produrre effetti sorprendenti sulla materia.
Infatti una superficie opportunamente trattata puo’ diventare eccezionalmente sensibile anche alla luce piu’ flebile (pellicola, carta fotografica, etc) permettendo di rivelare sorgenti luminose quasi impercettibili per l’occhio umano.
Un foglio di carta lasciato esposto alla luce, dopo un certo tempo puo' cambiare colore, sbiadirsi, le scritte presenti possono affievolirsi. Cio’ molto piu’ sensibilmente e in tempi ridotti se direttamente esposto alla luce solare.





Le onde elettromagnetiche
influenzano piante e animali

Sempre nell’esperienza quotidiana, possiamo notare come la luce e/o il calore, anche se di debole intensita’, possano inflluenzare fortemente oggetti, piante, animali interagendo con processi fisici, chimici o biologici in modo a volte sorprendente.

Il calore generato dal sole rende possibile la vita sulla terra in molti luoghi e in determinate zone la vita non e’ possibile o e’ resa estremamente difficoltosa (pensiamo all’ambiente estremo dei poli o al contrario, ai piu’ aridi deserti) o per assenza di calore o per eccesso.

La retina del nostro occhio e’ il primo esempio di tessuto estremamente “sensibile” alla luce. Basta pensare che, di notte, siamo in grado di recepire la luce delle stelle, che ha un’intensita’ debolissima.

Facile e’ constatare come un’esposizione eccessiva al sole della nostra pelle provochi una fastidiosa scottatura e, in determinati casi essa possa provocare l’insorgenza di gravi malattie (melanoma).

Altrettanto importante e’ il fatto che nel nostro corpo possa diventare carente la vitamina D a fronte di una insufficiente esposizione al sole.

Una pianta lasciata in un luogo scuro cerchera’ di orientarsi verso qualunque fonte luminosa, anche se debolissima.

Sempre per quanto riguarda la botanica pensiamo a quante piante siano estremamente dipendenti dalle condizioni di luce e di calore. Spesso pochi gradi di differenza rispetto all'ottimo, possono produrre gravi stati di sofferenza nelle piante e negli animali.



Le onde elettromagnetiche Alcune influenze specifiche

L’uomo, anche nel lontano passato e ben prima che si sviluppassero le conoscenze scientifiche sul calore o sulla luce, ha spesso osservato e sfruttato una serie di fenomeni fisici e biologici prodotti (o variamente influenzati) da queste forme di energia elettromagnetica.

Il fuoco: un’energia termica emessa da una reazione chimica (la combustione)

L’evaporazione
: di liquidi (lenta e impercettibile di una pozzanghera al sole, rapida di una pentola d’acqua messa a bollire).

La fusione: il cambio di stato fisico di un corpo (metallo) per mezzo del calore e il suo reciproco successivo processo di consolidamento con cessione di calore all’esterno.

Vi sono anche altri esempi di fenomeni biologici o fisici legati al calore e/o alla luce.

La lievitazione: un procedimento biologico influenzato dalla temperatura.

La fotosintesi clorofilliana: un processo biologico indispensabile per molte piante e permesso dalla luce. Permette la sintesi dei carboidrati a partire da anidride carbonica e acqua.

Il deterioramento degli alimenti: impedito o fortemente contrastato da temperature basse, favorito da temperature normali.

Fotonastia e Termonastia: termini forse poco noti, indicanti fenomeni di movimento e orientamento delle piante verso fonti di luce o di calore. Per microorganismi o animali si parla di fototassia o termotassia





Le onde elettromagnetiche Considerazioni

Abbiamo quindi alcuni elementi indicativi del fatto che l’energia delle onde elettromagnetiche, sotto forma di calore o di luce, possono influenzare la materia (inerte o vivente che sia).

Queste influenze possono avvenire anche a fronte di un’energia elettromagnetica estremamente debole.

Inoltre e’ indubbio che non c’e’ una regola o un calcolo che permetta di capire cosa succede alla materia nel momento in cui applico alla stessa un “tot” di energia elettromagnetica. Cio’ sia perche ci sono tipi di energia diversa, sia perche’ essa puo’ essere generata in modo diverso, con maggiore o minore rendimento. Inoltre anche l’oggetto destinatario dell’energia puo’ avere effetti variabili sia per costituzione fisica sia per altre condizioni.

Gettando un sasso in mezzo alle braci, esso non subisce alcuna particolare alterazione, se non quello di scaldarsi notevolmente. Un ceppo sottoposto allo stesso destino, nel giro di poco tempo invece incomincia a consumarsi lentamente, carbonizzandosi o, se e' il caso, dopo un certo tempo sottoposto all'intenso calore, si "accende" ed arde intensamente esattamente come se gli avessimo appiccato il fuoco. Un foglio di carta sicuramente dopo pochi istanti non sarebbe piu' nemmeno visibile, carbonizzato e sbriciolato in poco tempo.
L'acqua invece puo' reagire in modi diversi al calore. Se esso viene applicato con garbo, la fa evaporare lentamente. Pensiamo ad una pozzanghera che viene gradatamente ridotta col calore del sole. Se il calore viene invece applicato intensamente, porta l'acqua a rapida ebollizione. Se invece gettiamo una goccia d'acqua su una piastra rovente, essa resta "sospesa" sulla piastra, saltellando qua e la', sostenuta e mossa dal vapore emesso dalla parte a contatto della piastra che "frigge" violentemente lasciando pero' la goccia sostanzialmente intera, fino a che la rapida evaporazione consuma gradatamente la goccia e la fa scomparire.

Per gli esseri viventi ci sono fattori individuali (genetici e non) che possono rendere molto diverso l’effetto di una determinata quantita’ di energia assorbita. In ambito biologico invece molti fenomeni evidenti avvengono con energie elettromagnetiche estremamente ridotte. Cio’ e’ dovuto spesso all’estrema specializzazione degli organismi che, nella loro evoluzione, hanno sviluppato meccanismi biochimici estremamente sofisticati e delicati.



Le onde elettromagnetiche
Il calore e la luce

Un oggetto riscaldato si comporta in modo molto vario per i nostri sensi, a seconda delle condizioni di questo riscaldamento.

Pensiamo ad un pezzo di metallo che mettiamo a scaldare vicino ad una fiamma.

Progressivamente, all’aumentare della temperatura del metallo, esso prende un colore rosso scuro, via via tendente ad un rosso piu’ intenso. All’aumentare della temperatura il metallo diventa di colore sempre piu’ tendente al giallo. Ovviamente in quelle condizioni non e’ consigliabile toccare il metallo per saggiarne la temperatura. Sara’ estremamente caldo e possiamo comunque affermare che quando il metallo e’ giallo e’ sicuramente piu’ caldo di quando e’ rosso. Infatti la parte gialla e' piu' vicina alla fiamma, quella rossa e' piu' vicina alla nostra mano.

Allontanando il metallo dalla fiamma o spegnendo la stessa, l’oggetto metallico riprendera' lentamente una temperatura normale, ripercorrendo alla rovescia la serie di tonalita’ di colore acquisite precedentemente, dal giallo al rosso, fino al colore “normale”.

La temperatura quindi stimola un’emissione di energia elettromagnetica (la luce) la quale, al crescere della temperatura, aumenta la sua frequenza, passando dall’infrarosso alla luce visibile per poi eventualmente arrivare all’ultravioletto.

Un’analoga osservazione si puo’ fare guardando una fiamma e notando i diversi colori che essa assume nelle zone di piu’ intensa o ridotta temperatura.

Tecnicamente il calore puo' essere immaginato come una "vibrazione" delle molecole di cui e' composta la materia. Quando si scalda un corpo, gli si trasferisce un'energia che aumenta lo stato di "vibrazione" delle molecole. Quando si smette di scaldare il corpo, lentamente le vibrazioni si placano e la temperatura del corpo cala. In realta' queste "vibrazioni" generano energia elettromagnetica che il corpo puo' emettere con frequenze diversissime. Dalle frequenze piu' basse (onde radio) alle frequenze piu' alte (onde luminose) fino al limite piu' alto (raggi X, raggi Gamma, etc).
Quindi in pratica ogni corpo assorbe energia per poi riemetterla. Le modalita' di "ingresso" e di "uscita" dell'energia dipendono dal tipo di materiale di cui il corpo e' composto.



Le onde elettromagnetiche L’assorbimento di energia

Ma come interagisce l’onda elettromagnetica con la materia? Vediamo un esempio pratico.

Facciamo passare una luce su un vetro e, a seconda di quanto esso e’ piu’ o meno oscurato, avremo all’uscita una luce risultate piu’ o meno forte. Dove finisce quella parte dell’energia emessa dalla lampadina che non arriva dall’altra parte? Semplice: viene assorbita dall’oggetto interposto tra la fonte e la destinazione. Se il vetro assorbe il 50% dell’energia emessa dalla lampadina l’oggetto ne riceve il 50%. Nel caso in cui la luce attraversi senza alcuna “perdita” l’oggetto, si parla di “trasparenza”.

Questo comportamento non e’ caratteristico solo della parte di onde elettromagnetiche che si manifestano con la luce ma riguarda le onde di qualunque frequenza. Nel caso della luce siamo facilitati a comprendere il fenomeno, dato che lo vediamo. Pensiamo alla situazione in cui al posto della lampadina c’e’ ad esempio un focolare e al posto del vetro una parete. L’oggetto (o la persona) che non ha la parete tra lui e la fonte viene ad essere ben riscaldato, mentre l’altro riceve solo una parte del calore.



Le onde elettromagnetiche

La riflessione


Un’altra caratteristica interessante delle onde elettromagnetiche e’ quella di poter essere riflesse. L’oggetto riflettente (specchio per la luce) non assorbe l’onda elettromagnetica ne’ permette ad essa di attraversarla. Pertanto si ha la semplice riflessione (pensiamo ad una palla che rimbalza su una superficie).



Le onde elettromagnetiche
L’assorbimento di onde radio

Le onde radio (che sono semplicemente una parte delle onde elettromagnetiche) risentono analogamente dei fenomeni che abbiamo visto precedentemente. Pertanto possono essere assorbite, riflesse o trasmesse senza alcuna alterazione.

Alcuni corpi “solidi” ( i muri delle case, le gallerie, etc) assorbono le onde radio. Altri corpi (alcuni metalli) le riflettono. La quantita’ di assorbimento puo’ essere notevolmente diversa a seconda del materiale ma anche della frequenza dell’onda elettromagnetica. Il materiale assorbe le onde elettromagnetiche con effetti dipendenti da vari fattori. Uno degli effetti tipici (ma non e’ l’unico) e’ quello dell’aumento del calore della materia.





Le onde elettromagnetiche
Frequenze caratteristiche



Ogni sostanza risponde in modo diverso alle onde elettromagnetiche. Ci sono elementi chimici che presentano risposte particolari a determinate frequenze, o assorbendole o permettendone il passaggio.
Nella tabella seguente sono elencati alcuni elementi chimici con le rispettive frequenze caratteristiche.

ELEMENTO Simbolo Frequenza caratteristica
Deuterium DI 327.348 MHz
Hydrogen H 1420.406 MHz
Hydrogen H 2466.061 MHz
Hydroxyl radical OH 1612.231 MHz
Hydroxyl radical OH 1665.402 MHz
Hydroxyl radical OH 1667.359 MHz
Hydroxyl radical OH 1720.53 MHz
Methyladyne CH 3263.794 MHz
Methyladyne CH 3335.481 MHz
Methyladyne CH 3349.193 MHz
Formaldehyde H2CO 4829.66 MHz
Methanol CH3OH 6668.518 MHz
Helium Ionized 3He+ 8665.65 MHz
Water Vapour H2O 22.235 Ghz
Ammonia NH3 23.694 Ghz

 


Particolare importanza va data al fatto che irradiando determinati composti chimici o organici con onde elettromagnetiche di specifiche frequenze si possono favorire, scatenare o inibire determinate reazioni chimiche.


Le energie elettromagnetiche necessarie per influenzare determinate reazioni o meccanismi biologici possono essere estremamente ridotte, come e’ stato descritto ad esempio per il tessuto della retina.

 




Effetti biologici
della corrente elettrica

Elettricita' e corpo umano non sono mai stati estranei l'uno all'altro. L'uomo ha da sempre conosciuto l'effetto di un fulmine, anche se solo recentemente gli studi hanno reso possibile comprendere scientificamente il meccanismo e gli effetti biologici dello stesso.
Nel 1600 alcuni scienziati (Francesco Redi, ad esempio) avevano osservato che in natura c'erano animali che emettevano elettricita' con effetti deleteri sugli animali e sull'uomo in particolare. Pensiamo alla torpedine, che puo' generare scariche di centinaia di volt, in grado di tramortire gli animali che si trovino nei paraggi, uomo compreso.
Un certo Luigi Galvani, professore di anatomia, realizzo' per primo un esperimento nel quale una corrente elettrica stimolava un muscolo, ottenendo una contrazione notevole dello stesso (la famosa rana di Galvani). Il suo studio, pubblicato nel 1791, apri' la porta ad una serie di studi di grande importanza dal punto di vista medico.
Si arrivo' cosi' a capire che la corrente poteva essere utilizzata per stimolare i tessuti dell'organismo per gli scopi piu' diversi.
Pensiamo ad esempio all'elettrostimolazione dei muscoli utilizzata in fisioterapia.
C'e' anche la corrente utilizzata come "salvavita", ad esempio quella dei defibrillatori, usati in rianimazione per far ripartire il cuore. Pensiamo anche al pace-maker che, stimolando in continuazione il cuore, rende possibile una vita normale a persone che diversamente morirebbero in breve tempo.
Un altro esempio di utilizzo della corrente elettrica nel corpo umano e' quello utilizzato in ortopedia. Facendo scorrere una corrente elettrica tra i due tronconi di un osso fratturato, si ottiene infatti una rapida ed efficace saldatura dello stesso. In questo caso l'effetto e' il risultato di un complesso meccanismo elettrochimico, decisamente sorprendente e inaspettato ma, dal punto di vista scientifico ampiamente studiato. Un ultimo esempio: il bisturi elettrico, comodo perche' riduce al massimo le emorragie.
Si tratta di alcuni semplici esempi.




Usi terapeutici
delle onde elettromagnetiche

La fisica ci dice che dove circola corrente elettrica si forma campo elettromagnetico e viceversa dove e' presente campo magnetico viene ad essere generata una corrente elettrica. Pertanto se la corrente induce degli effetti biologici, altrettanto (se non di piu'), faranno i campi elettromagnetici. Inoltre la fisica ci insegna anche che le onde elettromagnetiche trasportano energia.
Sfruttando queste caratteristiche sono stati ideati innumerevoli metodi terapeutici e diagnostici.

Tra gli effetti terapeutici, possiamo riallacciarci al procedimento di saldatura delle ossa: esso ora viene spesso effettuata non piu' alla "Galvani" (tramite elettrodi inseriti nelle due parti dell'osso con i relativi problemi) ma tramite l'utilizzo di campi magnetici (onde radio) generate da speciali antenne poste in prossimita' dell'osso da saldare. In questo modo si inducono dall'esterno le correnti elettriche necessarie.

Uno dei piu' antichi usi terapeutici dell'energia elettromagnetica e' l'elioterapia, tramite le onde elettromagnetiche emesse dal sole. E' una forma semplicissima ma di grandissimo effetto sull'organismo. Infatti la luce del sole esercita, tra i tanti, effetti antibatterici, cicatrizzanti, analgesici e di eccitazione del metabolismo. Pensiamo alla carenza di vitamina D che affligge le persone che non si espongono mai al sole. In passato veniva anche usata per la cura della tubercolosi.

Tra gli usi terapeutici "d'urgenza" pensiamo al fatto che i neonati in cui si presenta un ittero (colorazione giallastra della pelle dovuta alla presenza in quantita' eccessiva di bilirubina, una specie di "scarto" tossico della continua rigenerazione del sangue) vengono messi in un'incubatrice speciale con lampade a raggi ultravioletti, le quali stimolano un rapidissimo riassorbimento dell'ittero, con l'eliminazione del rischio di danni connessi alla tossicita' della bilirubina (danni cerebrali).
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Usi terapeutici
delle onde elettromagnetiche (2)

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Onde elettromagnetiche di frequenza elevatissima (infrarosso o visibile) emesse da un laser vengono usate ad esempio per la saldatura della retina e per vari interventi di precisione sull'occhio ma anche su altri organi (laserterapia). Particolarmente interessante e' il fatto che in questo modo si riesce ad intervenire sui tessuti senza alcun contatto diretto tra lo strumento del chirurgo e il tessuto da trattare.
Un'altra terapia largamente usata e' la marconiterapia, tecnica attraverso la quale si stimolano i tessuti con delle onde radio di frequenza adeguata. Le onde (solitamente di frequenza dell'ordine di decine di MegaHertz) penetrano all'interno del corpo e producono effetti biologici rilevanti. Cure spesso utilizzate per dolori reumatici, etc. La radarterapia e' una forma analoga alla precedente, solo che in questo caso vengono usate microonde, di frequenze prossime a quelle dei cellulari.
Sia per la marconiterapia che per la radarterapia una parte dei benefici sono dovuti sicuramente agli effetti termici delle onde, le quali vengono particolarmente assorbite dagli strati interni del corpo, senza un grande riscaldamento della superficie cutanea.

Un'altra branca terapica (complessa e molto in evoluzione) e' quella della radioterapia, dai molteplici utilizzi. In questo caso le onde elettromagnetiche hanno frequenze elevatissime e sono caratterizzate da una grande capacita' di alterazione dei tessuti e delle molecole (ionizzazione). Si tratta di onde elettromagnetiche che hanno anche caratteristica corpuscolare, in quanto sono caratterizzate dall'emissione di particelle elementari (protoni, elettroni, neutroni). Fin dai primi studi (madame Curie) si compresero immediatamente pericolosita' e potenzialita' diagnostico/terapeutiche di queste onde (emesse naturalmente da alcuni elementi chimici o generate artificialmente da vari tipi di apparecchiature elettriche).
La radioterapia e' largamente utilizzata per la cura dei tumori.




Usi diagnostici
delle onde elettromagnetiche

Tra gli utilizzi diagnostici delle onde elettromagnetiche e della corrente ce ne sono alcuni indiretti (effettuati su materiale estratto dall'organismo) e altri diretti (effettuati a vivo sull'uomo).
Gli utilizzi indiretti sono resi necessari dall'impossibilita' materiale di eseguire una certa diagnosi all'interno dell'organismo (impossibilita' strumentale) o dal fatto che determinati procedimenti possono risultare in un qualche modo dannosi per il soggetto.
Gli utilizzi diretti sono spesso resi necessari dal fatto che l'oggetto dell'esame non puo' essere "estratto dal corpo" senza danno per l'individuo o perche' uno studio diretto dell'elemento sotto esame permette di avere un quadro "dinamico" e "reale" della situazione. Ovviamente gli studi diagnostici diretti vanno effettuate con particolare prudenza perche' possono perturbare l'elemento in esame o i tessuti circostanti.

Alcuni utilizzi basati sulla corrente elettrica (fenomeni elettrochimici).
L'elettrolisi, l'elettroforesi e l'immunoelettroforesi sono tecniche che permettono ad esempio l'analisi chimica del sangue, dei liquidi o di particolari tessuti sfruttando particolari comportamenti (spostamento in base alla polarita' elettrica) di specifiche sostanze (o di proteine) in presenza di campi elettrici.
In pratica determinati elementi chimici o composti possono essere a carica positiva (cationi) o a carica negativa (anioni) e, sottoposti a campo elettrico si separano chimicamente tra loro andando verso il catodo (segno -)o verso l'anodo (segno +) del circuito.
Va tenuto presente come i fenomeni elettrochimici in base ai quali sono possibili determinate indagini diagnostiche indirette o extra-corporee, possono avvenire anche all'interno del corpo nel momento in cui sussistano le necessarie condizioni fisiche ed elettriche.
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Usi diagnostici
delle onde elettromagnetiche(2)

Un tessuto puo' essere esaminato e trattato con onde elettromagnetiche o con sostanze radioattive (radiochimica) per verificarne la sua composizione o per studiare la diffusione di determinate sostanze all'interno di esso. Quest'ultimo tipo di indagine puo' essere effettuato sia indirettamente (su un campione estratto dall'organismo) come pure direttamente. Ad esempio in medicina nucleare questa tecnica diagnostica viene utilizzata per studiare determinati metabolismi tramite sostanze chimiche particolari (isotopi radioattivi) con le quali e' possibile misurare la migrazione o la diffusione di specifiche sostanze in un organo (ad esempio la tiroide). Si tratta di tecniche utilizzate anche nello studio del DNA per la lettura del "codice" chimico relativo.
Tra le indagini diagnostiche dirette le piu' note sono le seguenti:

  • termografia: analisi di una gamma particolare di onde elettromagnetiche (infrarosso) emesse autonomamente dal corpo (quindi per definizione innocue), la cui distribuzione ed intensita' indica possibili anomalie biologiche o stati patologici.
  • radiografia: questo tipo di esame viene fatto tramite l'emissione di raggi X (onde elettromagnetiche/corpuscolari) da parte di una particolare apparecchiatura e la raccolta delle stesse su una lastra fotografica dopo l'attraversamento di una zona del corpo umano. Rende visibili le parti a diversa composizione e densita' (ossa, tessuti molli, mezzi di contrasto)
  • gammascopia: una fonte di raggi gamma (raggi piu' penetranti dei raggi X) e una speciale "telecamera" sensibile agli stessi permette di vedere in tempo reale l'interno del corpo con caratteristiche analoghe alla radiografia. Viene pertanto utilizzata in fasi critiche di determinati interventi chirurgici (esempio: riduzione di fratture) o diagnostici (inserimento di aghi, sonde, etc...)
  • risonanza magnetica nucleare (RMN): indagine molto sofisticata che, tramite la combinazione di onde e campi elettromagnetici di forte intensita' e frequenza, permette di "vedere" strutture interne con grandissima precisione



Tipologie di effetti
delle onde elettromagnetiche

Gli effetti principali delle onde elettromagnetiche sugli organismi possono essere innanzitutto catalogati in base ad alcune tipologie "macroscopiche" di effetto sulla materia:

  • effetti elettrici: sono quelli che si verificano ad esempio nell'elettrolisi o nell'elettroforesi. Alterazioni della composizione o distribuzione chimica di determinati elementi. Alterazioni biologiche conseguenti alle alterazioni chimiche
  • effetti termici: sono quelli dovuti all'aumento di temperatura determinato dalle onde elettromagnetiche. A seconda della frequenza delle onde e dell'intensita' un determinato organo puo' subire effetti piu' o meno importanti. Anche la distribuzione temporale dell'irradiazione puo' influire notevolmente sugli effetti. Un impulso isolato di grande energia puo' avere effetti notevolmente diversi da una irradiazione costante e di intensita' notevolmente inferiore
  • effetti elettromagnetici: riguardano quelle interazioni particolarmente legate alla frequenza e tipologia delle onde e al loro rapporto con gli elementi irradiati. Possono essere di vario tipo e includere effetti caratteristici di una o piu' delle altre tipologie.
  • effetti atomici: sono quelli derivanti dalle onde elettromagnetiche di alta energia, le quali possono "rompere" la struttura interna della materia (atomi) ad esempio con il distacco di elettroni (ionizzazione).



Gli effetti medici
delle onde elettromagnetiche

Dal punto di vista medico ci sono conseguenze di vario tipo a fronte di esposizione alle onde elettromagnetiche.
Esse sono rapportate ad alcune variabili: frequenza e intensita' delle onde, modalita' di esposizione, caratteristiche dell'area irradiata e dei tessuti sottostanti, variabilita' soggettiva.

In generale si deve tener presente che all'aumentare della frequenza aumenta l'energia e l'efficacia dell'onda elettromagnetica.

Per le onde appartenenti all'intorno delle frequenze ottiche basti pensare a cosa ci puo' succedere quando ci esponiamo al sole in maniera eccessiva. Al di la' di variabilita' soggettive, si passa dalla banale scottatura solare, piu' o meno marcata, al rischio di ustioni vere e proprie, per arrivare alle conseguenze piu' gravi a breve termine (un'ustione su grandi superfici del corpo o un colpo di calore, ad esempio) per poi citare le conseguenze a lungo termine (ad esempio malattie gravi della pelle, conseguenze varie dell'eccesso di calore).

Per le onde radio di bassissima frequenza (la corrente che abbiamo negli impianti elettrici e' di 50 Hertz) ci sono moltissimi effetti noti sull'uomo quali: alterazioni del ciclo veglia-sonno, cefalea, astenia, modificazioni della struttura cellulare, degenerazione dei sistemi di riparazione del DNA,etc. Questi effetti possono peraltro essere presenti per tutte le frequenze, dato che in ogni caso ogni tipo di onda elettromagnetica di qualunque frequenza puo' indurre nel corpo onde di bassissima frequenza ed effetti analoghi. Questa considerazione purtroppo e' spesso ignorata in quanto ci si dimentica spesso del fatto che le onde, per vari motivi tecnici, possono trasportare segnali di bassissima frequenza i quali vengono indotti negli organismi anche se l'emissione originale e' a frequenza del tutto diversa.




Gli effetti medici
delle onde elettromagnetiche(2)


Per onde radio di frequenza dell'ordine dei megahertz (da 300 a 3 metri) gli effetti possono essere vari, soprattutto di tipo termico. Pertanto oltre agli effetti generali delle onde elettromagnetiche, c'e' il rischio di ustioni nel caso l'intensita' sia elevata.

Per frequenze relative alle microonde "basse" (TV, cellulari, ponti radio, radar meteorologici, forni, etc) c'e' da ricordare un'insieme di circostanze e di condizioni particolari. Infatti se da una parte non c'e' dubbio che si tratta di onde dal certo e indubbio effetto termico, non va dimenticato che si tratta di onde che possono produrre effetti particolari e spesso imprevedibili. Infatti ci sono elementi chimici che a specifiche frequenze entrano in risonanza o che a determinate frequenze risultano fortemente sensibili.
Basti pensare che a 1420 Mhz c'e' una specifica frequenza di risonanza dell'idrogeno, elemento chimico fondamentale in ogni essere vivente o in qualunque materiale biologico.Un'emissione a questa frequenza "attacca" quindi con molta efficacia l'idrogeno.
Alla frequenza di 2450 Mhz si trova la riga di assorbimento dell'acqua. Emettendo una certa energia alla frequenza caratteristica dell'acqua, si puo' quindi indurre un totale assorbimento di questa energia da parte del corpo, ottenendone il massimo riscaldamento possibile. Questo ci spiega come mai un forno a microonde con un'energia di qualche centinaio di watt riesca a riscaldare in pochi istanti un alimento che, in un forno tradizionale (che non emette onde a quella specifica frequenza), richiede decine di minuti di riscaldamento per essere portato allo stesso livello di cottura.
Nel forno a microonde anche le modalita' di diffusione del calore nell'alimento sono diverse e ci fanno percepire una differenza "qualitativa": mentre nel forno tradizionale il calore attacca la superficie dell'alimento e poi, per conduzione, il calore si diffonde anche all'interno (cosa che comporta la maggiore "bruciatura" della superficie), con il forno a microonde il calore si diffonde in modo molto omogeneo. Infatti e' la materia interna (acqua in questo caso) a raccogliere l'energia elettromagnetica e a comunicarla intorno a se.




Gli effetti medici
delle onde elettromagnetiche(3)

Gli effetti delle microonde sono quindi di difficile delimitazione e anche potenze irrisorie possono produrre effetti sensibili dato che la materia, gli elementi, le strutture biologiche sono piu' facilmente "influenzabili" dalle microonde.
Molti studi rivelano una miriade di effetti microscopici e macroscopici delle microonde sul corpo umano e, in generale, a livello biologico su tutti gli esseri viventi. Dal punto di vista clinico si sono riscontrate una serie di malattie localizzate a livello delle zone interessate (orecchio, testa, occhio) dal flusso diretto di onde radio. In particolare si e' riscontrata ad esempio una certa frequenza di lesioni al nervo acustico. Sono state osservate anche problematiche difficilmente associabili ai soli effetti termici che impattano sulla testa e in particolare sul lato a contatto con il cellulare. Il sangue, secondo alcuni studi, diventa meno fluido. Sono stati evidenziati incrementi di rischi di varie malattie gravi (tumori o infezioni localizzate a llivello della testa o zone limitrofe) come pure effetti generici (disturbi piu' o meno rilevanti non localizzati alle zone irradiate) di tipo immunitario e del metabolismo.
Esistono molti documenti in proposito. Tra l'altro a dispetto di quanto generalmente si e' portati a pensare le microonde non sono "recenti" ma sono ordinariamente utilizzate su vasta scala a partire dagli anni 30 e lo stesso Marconi aveva per primo attentamente preso in considerazione gli effetti delle microonde sull'uomo.

Per quanto riguarda la radioattivita' (le onde elettromagnetiche della fascia che va dai raggi X ai raggi Gamma), gli effetti medici sono variabili e di varia gravita' a seconda della radiazione assorbita. Per assorbimenti "leggeri" (sovraesposizioni importanti) gli effetti sono piu' che altro di alterazioni genetiche, debolezza immunitaria e forme varie di tumore. Per assorbimenti pesanti (dose oltre i 100 rad, tipica di gravi incidenti nucleari) la morte e' certa e avviene in alcune settimane, causata piu' che altro da infezioni o da emorragie, visto che vengono annientate le difese immunitarie e distrutte le capacita' di rigenerazione delle cellule. Per assorbimenti ancora piu' alti, tipici di esplosioni nucleari, oltre a tutti gli effetti precedentemente elencati ci sono anche effetti termici importanti, con ustioni devastanti. In taluni casi si ha la completa disgregazione della materia (la cosidetta "vaporizzazione").



Il rapporto
QUANTITA’-EFFETTO

Dal punto di vista scientifico, per molti fenomeni fisici si cerca di studiare il “rapporto quantita’-effetto”. Un semplice esempio ci permette di capire cosa si intende con questo termine.
Abbiamo un “ponticello” artigianale, costruito su un ruscello con qualche asse di legno non troppo robusta. Sale una prima persona e il ponte si flette leggermente. Sale una seconda persona e il ponte si flette sensibilmente ma, pur schricchiolando, resiste! Sale una terza persona ma il ponte cede! Descrivendo in una tabella l’esperimento appena visto, otterremmo questo risultato:

DOSE RISULTATO
1 persona nessuno
2 persone nessuno
3 persone Crollo

Il fenomeno (il crollo) e’ causato dal superamento del peso massimo sopportato dal ponte ed e’ collegato ad una serie di condizioni specifiche (resistenza delle travi, peso, etc).

Non sempre e’ possibile costruire una tabella di questo tipo. In termini generali pensiamo ad esempio al classico discorso del fumo e dell’incidenza delle malattie conseguenti (cancro). Non sempre e’ possibile costruire una tabella simile. Infatti abbiamo diretta esperienza di persone che fumano abbondantemente ma non si ammalano come pure abbiamo esperienza di persone che non fumano ma che si ammalano. Pure possiamo riscontrare casi di malattia per dosi (sigarette/giorno) non esattamente misurabili.

Le valutazioni sperimentali necessitano peraltro l’assoluta non ingerenza di altri fenomeni perturbanti.


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