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Il formato audio MP3 - Tutto meno che perfetto
Premessa
Questo documento descrive i difetti del formato audio MP3. Si tratta
di un formato utilizzato su vastissima scala. Praticamente non c'e'
apparecchiatura multimediale che non lo gestisca e non lo sfrutti per
generare audio apparentemente di ottima qualita'.
Non e' assolutamente mia intenzione banalizzare il lavoro svolto da
tantissimi e bravissimi programmatori che hanno portato a livelli altissimi
le possibilita' di utilizzo di audio "a buona qualita'" su
una serie diversissima di apparecchiature, utilizzo che, senza il formato
MP3 non sarebbe praticamente stato possibile..
Del resto non e' nemmeno accetttabile che un formato audio "poco
pulito" venga invece considerato acriticamente "perfetto"
solo perche' e' "digitale" (un'associazione troppe volte fatta
dal comune utente).
Ogni buon audiofilo (gia' un po' scettico sulla possibilita' che si
possa trattare il suono digitalmente con una qualita' decentemente elevata)
, trovera' in queste righe forse una conferma ulteriore ai suoi sospetti.
Va precisato che quanto vado a descrivere non e' per nulla sconosciuto
a chi ha creato tale formato, ne' si tratta di un difetto "nascosto".
Il formato MP3 ha infatti l'obbiettivo di convertire un segnale audio
di eccellente qualita' (di grande occupazione fisica in megabytes) in
un segnale "accettabilmente simile al segnale originale" (secondo
una serie complessa di criteri psicoacustici) ma di occupazione estremamente
inferiore (anche piu' di dieci volte inferiore) a quella del formato
originale.
Pertanto e' ovvio (ed e' previsto) che il procedimento sia "difettoso".
Anzi, intervenendo nel processo di conversione in MP3 su alcuni parametri
e' possibile scegliere con estrema precisione il fattore di degrado
che si vuole introdurre (piu' spazio si vuole risparmiare piu' il segnale
viene degradato e viceversa).
In internet e' presente una enorme quantita' di documentazione sul formato
MP3, per cui sicuramente e' possibile approfondire l'argomento con la
profondita' necessaria.
Io mi limitero' al minimo indispensabile per la verifica oggetto di
questo articolo.
Ovviamente sono disponibile per qualunque approfondimento.
Il caso specifico - un segnale campione
Per cercare di rendere il piu' semplice possibile la comprensione del
problema, ho scelto un caso in cui fosse abbastanza facile percepire
macroscopicamente le anomalie, tramite una visualizzazione piuttosto
impietosa dei difetti: l'esame di un campione di breve durata di un
suono campione, di forma d'onda assolutamente "semplice".
In questo caso un suono di frequenza fissa pari a 440 cicli al secondo
(440 hertz) di forma "pura" (sinusoidale).
Il segnale ha la forma seguente (visualizzo un singolo ciclo per semplicita'):
Ho quindi proceduto prendendo il segnale (un frammento della durata
di 10 secondi) e convertendolo in formato MP3 (ho effettuato la prova
con piu' convertitori di diversissima costruzione, ottenendo risultati
omogenei). I parametri di conversione sono quelli che normalmente si
utilizzano per un audio di alta qualita' (l'audio tipico di un film
in DVD, per intenderci). Qualita' comunque enormemente superiore al
necessario, data la semplicita' del segnale.
Dopo di che' ho catturato un piccolissimo campione di questa coppia
di files (l'originale e il convertito) e li ho messi a confronto, semplicemente
sovrapponendo le forme d'onda.
Ho ottenuto il seguente grafico (per vedere il grafico a risoluzione
piena cliccate qui
e ingrandite il piu' possibile la finestra, oppure salvate l'immagine
ed apritela con un editor grafico, oppure osservate i due frammenti
incriminati riportati piu' sotto):
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E' immediatamente visibile che le due forme d'onda (blu, originale
e rossa, mp3) hanno differenze significative ed evidentissime. Ne
ho evidenziate due, chiamate "Difetto1" e "Difetto
2" che ora vi faccio vedere in dettaglio e con visualizzazione
accettabilmente precisa.
Il primo difetto evidenzia uno "sbandamento" nel tempo (ritardo)
della parte del solo fronte di discesa della forma d'onda. L'errore
e' di 7 pixel orizzontali e di 20 pixel verticali, una percentuale
significativa di distorsione. (distorsioni anche impercettibili all'occhio
si traducono spesso in effetti audio facilmente udibili).
Non si tratta di un banale errore di slittamento della frequenza complessiva,
in quanto poi la curva si rimette in carreggiata, giungendo all'inizio
del ciclo successivo perfettamente sincronizzata.
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Il secondo difetto, anche questo visibilissimo, riguarda l'altezza del
picco della forma d'onda. Altezza che non viene raggiunta con una carenza
di 14 punti. Considerato che il campione ha un'altezza della semionda
ascendente di 285 punti, si tratta di quasi il 2,5% di errore complessivo,
un valore sicuramente consistente.
Naturalmente quello che ad occhio e' evidentissimo ha anche effetti
molto significativi sul suono.
Ho quindi elaborato gli spettri audio dei due segnali (originale e convertito
MP3) ottenendo i seguenti risultati:
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Spettro del segnale audio originale (440hz,
durata 10 secondi)
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Spettro del segnale audio dopo conversione MP3
(440hz, durata 10 secondi)
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Come si vede il secondo grafico (quello del segnale "passato"
a MP3) e' molto poco pulito rispetto a quello del suono originale che
e' praticamente "puro". La sporcizia alle frequenze "vicine"
al segnale e' quella parte che piu' sara' apprezzabile nel risultato
audio complessivo.
Conclusioni
Quello che volevo sottolineare (e mi scuso con gli esperti per la banalita'
di questo esempio pratico) e' il fatto che il formato MP3 introduce
distorsioni e anomalie nel suono originale, anche consistenti, al di
la' del fatto che la conversione sia impostata su parametri che dovrebbero
garantire una "buona qualita' di conversione" (ed e' cosa
nota, lo ribadisco, non c'e' nessun sotterfugio da parte di chi ha creato
il formato MP3, anzi).
A suo tempo ho effettuato test ben piu' significativi (forme d'onda
complesse, transienti, tracce audio reali, etc) avendo anche lo scrupolo
di effettuare vari e piu' significativi esami dei segnali risultanti.
Naturalmente l'ascolto diretto dei risultati e' sicuramente la verifica
ultima e significativa, soprattutto per gli audiofili che possono non
avere estrema fiducia negli strumenti diversi dall'orecchio.
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byartaigiechina
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